Rutino Scalo, una storia del XX secolo: il racconto di un sogno

Il Cilento spesso racconta le sue storie attraverso luoghi che conservano memorie antiche. Questa volta però la storia è recente. Bisogna fare un passo indietro lungo poco più di un secolo per scoprirla e coglierne l’essenza. Siamo a Rutino Scalo, in una verdeggiante vallata cullata dal vento, dove a scandire le ora, è la tranquillità di un piccolo borgo. Il silenzio qui è interrotto solo dal passaggio del treno.

Rutino Scalo - il borgo (foto di Antonio Trotta)
Rutino Scalo – il borgo (foto di Antonio Trotta)

Una storica fermata

La ‘Stazione di Rutino’ è una delle storiche fermate del Cilento. Una lunga galleria, verso Nord, la separa dallo scalo di Torchiara mentre, nella direzione opposta, la fermata successiva è quella di Omignano-Salento. L’ubicazione fu decisa in una posizione non propriamente felice, in quanto risultava molto distante da Rutino, il centro che ne avrebbe dovuto trarre beneficio.

Rutino Scalo - il fabbricato della Stazione (foto di Antonio Trotta)
Rutino Scalo – il fabbricato della Stazione (foto di Antonio Trotta)

Tuttavia, gli abitanti delle campagne circostanti, insieme a quelli di diversi paesi – per i quali lo Scalo di Rutino era il più vicino –, riuscirono a garantire un discreto movimento. Insinuandosi fra i Comuni di Lustra e Rutino, il Rione Stazione si sviluppò a ridosso della costruzione che sorse in una stretta vallata solcata dal ‘Vallone Cupo’. Il letto in cui scorrono le acque del torrente, fungeva da valico per coloro che raggiungevano lo Scalo dalla valle dell’Alento: molti erano i passeggeri che vi giungevano dalle contrade di Perito e soprattutto dalla frazione Ostigliano.

Rutino Scalo: il XX secolo

La Stazione di Rutino, fu inaugurata nel 1887, a distanza di cinque anni rispetto agli inizi dei lavori di quel tratto di linea ferrata. L’edificio rimase in attività fino alla vigilia degli anni ‘60 del secolo successivo, quando venne abbattuto per costruire il secondo binario. La ‘nuova Stazione’ trovò posto più a Nord, fuori dall’indotto urbano e sociale che si era creato intorno alla ‘vecchia Stazione’.

Rutino Scalo - Coniugi Foccillo, fine anni '50 (foto inviatami da Gaetano Foccillo)
Rutino Scalo – Coniugi Foccillo, fine anni ’50 (foto di famiglia di Gaetano Foccillo)

Nel frattempo, nello spiazzo antistante aveva preso vita quello che sarà per i cilentani Rutino Scalo. Pur non riuscendo a diventare ‘paese’, la comunità per certi aspetti era autonoma: le derrate alimentari erano garantite da un emporio. Fu costruita la cappella dedicata ai Santi Anna e Gioacchino, nella quale i bambini potevano frequentare pure il catechismo. I servizi di base erano garantiti dalla scuola elementare: le lezioni, che inizialmente si svolgevano in una privata abitazione, furono poi tenute in aula attigua alla chiesa.

Il Rione Stazione: il tramonto di un sogno

Quelle terre che aveva pagato a caro prezzo con forti ondate migratorie la mancanza di occupazione, e che vedevano i campi sempre meno indorati di spighe, erano riuscito a frenare un po le genti. Con l’apertura dello Scalo, si aprì una speranza di riscatto per quell’angolo di Cilento. Una rinascita che non tardò ad arrivare ma che ebbe vita breve. Durerà appena un secolo: poco più di cento anni intercorrono tra la prima fermata, che risale al 1887 e l’ultima, avvenuta nell’estate del 1996 (ndr).

Rutino Scalo - l'ex scuola elementare (foto di Antonio Trotta)
Rutino Scalo – l’ex scuola elementare (foto di Antonio Trotta)

Nel 1986 chiude la scuola elementare: una pluriclasse che ormai accoglieva meno di dieci scolari. È il primo passo verso il declino. Inoltre, le nuove esigenze sociali, furono favorite dall’intensificazione dei trasporti su gomma e la vicina Statale 18 aveva accorciato le distanze. Con la soppressione della Stazione, chiude pure l’unica bottega. Il borgo si spopola. Sogni e speranze sbiadiscono nel tepore all’imbrunire delle giornate primaverili.

La sfida di Antonio

Ad un certo punto della sua vita, spinto dalla nostalgia, Antonio, giovane ingegnere decide di lasciare la città in cui lavora e ritorna nel suo paese natio. Così insieme alla sua famiglia si trasferisce a Rutino Scalo. Nel 2016 apre ‘Saporidelcilento.it’, quella che sarà una vetrina online sui prodotti locali.

Rutino Scalo - l'emporio 'Sapori del Cilento.it' - foto di Antonio Trotta
Rutino Scalo – l’emporio ‘Sapori del Cilento.it’ (foto di Antonio Trotta)

Con l’intento di rianimare il borgo, decide di trasformarlo in un piccolo emporio proprio in quella piazzetta che un tempo vedeva tanti ‘viaggiatori’ passare. Il suo tentativo di non far morire il Rione Stazione non riesce a garantire stabilità e così nel 2018 rinuncia all’impresa. Rimane però convinto che bisogna investire nuovamente in queste realtà per evitare il totale abbandono.

La festa di Sant’Anna

E’ l’ultima domenica di Luglio quando i patroni escono in processione. Le campane risuonano lentamente senza troppi sfarzi già nei giorni che precedono la festa. Sant’Anna era ed è un appuntamento importante. In quel giorno tutti si fermavano: in tanti accorrono dalle contrade, dalla vicina Lustra e dallo stesso Rutino.

Rutino Scalo - la cappella di Sant'Anna (foto di Antonio Trotta)
Rutino Scalo – la cappella di Sant’Anna (foto di Antonio Trotta)

Brulicano le voci e ben presto l’ampia piazza si veste a festa. Sono passati tanti anni da quei tempi però la festa si fa ancora! Sono pochissimi i residenti del Rione Stazione; ma a Sant’Anna ritornano al borgo tante famiglie che si sono trasferite altrove. E così, ancora una volta, anche se per un solo giorno, la vallata riconquista il suo passato: e quando passa il treno, il rumore stridente delle rotaie riporta la mente ai ricordi lontani. Il fischio riecheggia tuttora nella vallata <<ma qui il treno non effettua più la sua fermata…>>.

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