Ostigliano, cinque secoli di devozione alla Madonna del Rosario

La popolarità della figura di Maria nelle vesti più celebri, è sostanzialmente dovuta all’istituzione della ricorrenza. L’origine è attribuita all’apparizione della Vergine a San Domenico nel 1208. Per volere di papa Pio V, invece, è istituita con il nome di ‘Madonna della Vittoria’. E’ fissata al 7 ottobre. Ciò per celebrare la vittoria della Lega Santa nel 1571 a conclusione della battaglia di Lepanto. Ad Ostigliano, la ricorrenza patronale dedicata a San Giovanni, nei secoli è stata affiancata alle celebrazioni mariane. In particolare la Madonna di Loreto e la Madonna del Rosario.

Ostigliano, Madonna del Rosario

La ‘Madonna della Vittoria’ nel Cilento

Celebrare il nome di Maria nelle vesti della Madonna del Rosario, fu un atto quasi imposto dalla fede cristiana. Testimonia la capillare diffusione che si ebbe in modo marcato dalla fine del XVI secolo. Particolare il caso di Massa della Lucania. Conserva l’originale denominazione attribuita anche alla parrocchia del paese: Madonna della Vittoria. Il resto del territorio, invece, ha manifestato una intensa predominanza verso la Madonna del Rosario. Ne consegue la nascita di numerose festività tradizionali, talvolta legate alla leggenda. Inoltre, a conferma della magna devozione, la frequente titolazione delle note ‘congree’ cilentane che, in gran parte, sono consacrate proprio alla Madonna o semplicemente al ‘Ss. Rosario’. Ripercorrendo le lunghe pagine di storia che avvolgono il Cilento Antico, riaffiorano tradizioni ormai secolari ascritte alla Madonna del Rosario. Evocativi i casi di Casigliano e Perdifumo.

Ostigliano, navata della chiesa

Ostigliano: la Madonna del Rosario

La prima visita pastorale compiuta alla parrocchiale del paese risale al 1583. Il 9 dicembre, la chiesa fu visitata dal Vicario Galasso di Mons. Belo. A partire dal secolo successivo, le ispezione saranno più frequenti. I resoconti risulteranno più dettagliati. Sono le parole trascritte nelle relazioni a consentirci di tracciare il culto della Madonna ad Ostigliano. Nel 1646 si conferma l’esistenza di tre cappelle all’interno della chiesa madre. Quella del Rosario era forse la più importante. Le altre erano consacrate a San Giovanni e Santa Caterina. Già allora possedeva una confraternita. Inoltre, nel resoconto della visita pastorale del 1698 si menzionano due calici. Uno appartenente alla cappella del Rosario. L’icona della Madonna, custodita nella terza nicchia della navata laterale sinistra, appartiene alla tipologia dei ‘simulacri da vestire’. La statua reca sul braccio sinistro il bambinello. Anch’esso vestito in rosso. Nella mano opposta lascia scivolare il rosario.

Ostigliano, Madonna del Rosario

La confraternita di Ostigliano

Nel Cilento Antico parte delle caratteristiche ‘congreghe’ portano il nome della Madonna del Rosario. Quella di Ostigliano, pur nata quasi certamente nel XVII secolo, è pensabile che non abbia affiancato costantemente il culto ed abbia subito interruzioni nel corso del tempo. Tuttavia, una certa continuità, ancora una volta a conferma di una magna devozione, la possiamo riscontrare nei costanti tentativi di ripresa. Alcuni recenti che ne determinano l’esistenza e la sopravvivenza anche in tempi moderni. Al contrario della ricorrenza mariana stessa. E’ fortemente ridimensionata rispetto al passato. Si traduce in una processione che si tiene nel primo fine settimana di ottobre.

Precedente ‘San Francesco del Cilento’, la festività e la storia Successivo Novi Velia, chiude la stagione dei pellegrinaggi al Santuario