Ognissanti, ecco tutti quelli del Cilento dalla ‘A’ alla ‘Z’

Ognissanti è il nome popolare con cui si richiama il primo novembre, la festività di ‘Tutti i Santi’. Precede il 2 novembre, giorno dedicato alla ‘commemorazione dei fedeli defunti’. Per l’occasione faremo un breve e simpatico viaggio nel Cilento in cui incontreremo Santi ‘poco noti’. Tante curiosità e soprattutto una sommaria mappatura di ‘coloro che ci proteggono’!

Dalla ‘A’ alla ‘Z’

Il Cilento vanta una storia antichissima. Gli abitanti, nelle varie fasi storiche, hanno scelto diversi siti da adibire a dimore per meglio difendersi dalle avversità. Così dalla costa all’entroterra e poi nuovamente in riva al mare. Nel suo perimetro più antico risulta fortemente frastagliato dal punto di vista insediativo. Tuttavia, in questa occasione prendiamo in considerazione il territorio in riferimento all’estensione geografica della Diocesi di Vallo della Lucania. Ogni comune è spesso suddiviso in più frazioni. Ognuna di esse mostra orgogliosa il suo ‘campanile’. Inoltre, ogni comunità affida la protezione ai ‘suoi santi’. Volendo elencarli rigorosamente in ordine alfabetico, bisogna partire da Sant’Apollonio, patrono di Centola per finire con San Zaccaria, che ha lasciato tracce nelle terre di Casal Velino. Volendo, invece, ripercorrere un viaggio che abbia ‘un inizio’, allora la Madonna del Principio a Mandia rivela nel suo nome un’origine. Da qui partivano i pellegrinaggi al Sacro Monte.

Cilento: Sant'Apollonio, Centola

Protezione ‘unica o rara’, ecco i casi più singolari

In partenza, dunque, troviamo Sant’Apollonio. Il culto è storicamente limitato alla comunità di Centola. E non è un caso unico e neppure raro. La chiesa parrocchiale di San Mauro la Bruca è dedicata a Sant’Eufemia. Non vi si riscontrano altri altari della Vergine nel territorio. Nella frazione di San Nazario, invece, vestì l’abito monacale San Nilo. Avanzando verso l’interno, Montano Antilia richiama nel nome il patrono: San Montano. Così come, ancora in modo più marcato e inequivocabile, accade per San Teodoro, frazione di Serramezzana. E nei dintorni per Celso: patrono è San Celso per l’appunto. Particolare il caso di Santa Veneranda. Due le chiese presenti nella Diocesi di Vallo: ad Angellara e a Moio della Civitella. Le due parrocchie sono vicinissime tra loro. Inoltre, rimanendo in zona, ci spostiamo veramente di poco: Cannalonga affida la sua protezione a San Toribio. Infine ricordiamo San Barbato, patrono di Valle dell’Angelo.

Cilento: San Nicola da Tolentino, Eremiti

Santi diffusi: San Nicola ma con una singolarità!

San Nicola detiene il primato sui titoli delle parrocchie, secondo solo alla Vergine Maria che conserva il valore assoluto. L’ampia diffusione è certamente dovuta al passaggio dei monaci basiliani. Tuttavia è anche giustificata dal fatto che veniva invocato contro il diavolo e per scongiurare peste e carestie. Ben 20 le parrocchie che ne ricordano la memoria: Alfano, Campora, Ceraso, Monte Cicerale, Castinatelli, Gioi, Abatemarco, Omignano, Piaggine, Perito, Prignano, Rofrano, Valle Cilento, Stella Cilento. Addirittura due in alcuni comuni: Ascea e Catona, Pollica e Galdo, Centola e San Nicola (in questo caso il paese ne ha assunto anche il nome). A Gioi è compatrono insieme a Sant’Eustachio. A Novi Velia, pur essendo patrono, non ha la titolazione della parrocchia che, invece, è dedicata a Santa Maria dei Longobardi. Singolare il caso di Eremiti, frazione di Futani: qui il patrono è San Nicola, ma non di Bari bensì di Tolentino!

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