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Cilento, San Giovanni Battista tra storia, ‘magia’ e tradizione

In questo scritto cercherò di raccontare il culto di San Giovanni attraverso tre elementi: i luoghi, le tradizioni e la magia. Il ruolo del Battista, in questi casi, assume numerosi significati, tutti proiettati verso un’eredità culturale che arriva dal passato. La devozione, pur mostrando volti diversi, emerge in modo incontestabile sotto ogni forma di espressione sia sociale sia culturale.

San Giovanni nel Cilento: i luoghi

Nel Cilento e, più precisamente, nei confini della Diocesi di Vallo della Lucania, San Giovanni è patrono di numerose comunità. Partendo dall’entroterra è a protezione di diverse località come Villa Littorio, Castel San Lorenzo, Eredita, Mandia, Ostigliano e Cardile.

San Giovanni Battista, Mandia (Ascea)

Numerose tracce del culto sono evidenti nel perimetro del Cilento Antico. A Stella Cilento, la frazione San Giovanni ne porta il nome oltre ad eleggerlo a patrono. Tra le colline di Montecorice, alla frazione Zoppi, i resti di una antica chiesetta ne conservano memoria. In passato, il paese era anche noto proprio come ‘San Giovanni di Zoppi’ e poi ‘San Giovanni di Celsito’. Sulla via che collega Celso con Casal Velino, si trova la piccola chiesa di San Giovanni Battista, riconosciuta nella popolarità come ‘San Giovanni Piericoste’. Infine, ricordiamo la chiesa di San Giovanni a Tresino. È quello che rimane di un antico villaggio, spopolatosi negli ultimi secoli.

Riti e tradizioni

In questa parte ci soffermeremo su due casi significativi: Eredita, frazione di Ogliastro Cilento, ed Ostigliano, frazione di Perito. In entrambi i casi San Giovanni Battista è patrono e vanta il titolo della chiesa parrocchiale. Ad Eredita, nella tarda mattinata del 24 giugno, si tiene la tradizionale processione. Momento significativo è il ‘Volo dell’Angelo’, una sacra rappresentazione messa in scena nella piazza del paese. Ostigliano, invece, nei tempi passati, il giorno di vigilia era scenario di una tradizione unica e suggestiva, purtroppo ormai scomparsa del tutto (presente solo nei miei scritti).

San Giovanni Battista
San Giovanni Battista (foto Giuseppe Conte)

Al calar della sera, la processione con la ‘reliquia’ si apriva con una schiera di fedeli recanti 24 lanterne accese. Il rituale, carico di significato, indicava le ore del giorno e la festività stessa. Probabilmente un ‘rito propiziatorio’ affinché San Giovanni ponesse protezione sul raccolto. Questa tradizione, per le sue caratteristiche, l’ho definita ‘la processione delle lanterne’.

Tra storia e magia

La notte di San Giovanni ha nei secoli assunto diversi significati. È indubbia la valenza di questa notte dell’anno. Fin dai tempi degli antichi romani, riti e magie hanno segnato questo momento. Numerose occasioni, che non sempre si sposano con la componente religiosa, hanno però un profondo legame con la ricorrenza stessa. Nella notte di San Giovanni, in particolare, anche in Cilento si conserva l’usanza di raccogliere alcune erbe, vestendo i panni di un vero e proprio rituale. L’origine è di certo antica e non nega la sua appartenenza alla festività stessa pur tramandando una tradizione probabilmente pagana.

iperico raccolto a San Giovanni
iperico raccolto a San Giovanni (foto Giuseppe Conte)

L’iperico, chiamato anche ‘erba di San Giovanni’, viene raccolto oggi come in passato e lavorato secondo credenze popolari. Il suo utilizzo richiama più impieghi. Ricade a pochi giorni dell’inizio dell’estate secondo il calendario e, al contempo, a breve distanza dal solstizio, avvalorando la straordinaria magia e l’alone misterioso che riveste questo giorno.

San Giovanni Battista, Castel San Lorenzo

Giuseppe Conte

Pubblicato da Giuseppe Conte

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