Crea sito

Ostigliano, San Rocco tra epidemie e carestie

La terza domenica di febbraio, ‘San Rocco di penitenza‘ ricorda come il Meridione d’Italia si affidò al Santo da Montpellier per sfuggire alla grande peste. Non bastassero tormenti e carestie ecco dover fronteggiare anche le terribili epidemie che, quasi sempre, scoppiavano proprio in conseguenza di annate deboli dal punto di vista produttivo, spesso decimando le comunità, special modo le più minute. E a rendere più drammatica la situazione, era la consapevolezza di non aver efficace rimedio se non la sola devozione che si traduceva in ‘concreta speranza’. Quando ogni mezzo risultava vano, la fede cristiana proiettava il popolo verso uno spiraglio di svolta: Ostigliano (Perito), come tante altre realtà, invoca San Rocco, poiché egli stesso fu afflitto dalle piaghe del morbo. La cessazione del contagio risana la quotidianità ed ecco con gratitudine il popolo esprimersi con una ricorrenza votiva: in tarda mattinata, la processione (un tempo accompagnata da centé) ricorda l’evento.

Tra le architetture religiose presenti in paese, la piccola cappella di San Rocco è la più giovane in termini temporali e, nelle vesti attuali, fu eretta probabilmente tra il XVIII secolo e la prima metà del XIX. Negli anni precedenti non si riscontrano notizie a riguardo e se ne conserva memoria solo a partire dal 1875, quando nel resoconto di una visita pastorale, si elencano gli arredi presenti al suo interno. Con certezza sappiamo che fino agli inizi del 900 ultimo scorso, oltre a San Rocco e Santa Sofia, vi si custodiva una statua in cartapesta dell’Immacolata (ora conservata in parrocchia). Oggi, la struttura, ad ambiente unico, ospita un solo altare centrale, sul quale domina la nicchia in cui è presente la statua di San Rocco.

Nell’onomastica il nome Rocco non si distingue in tempi moderni e nemmeno nel vicino passato, a conferma dell’entrata nel circuito devozionale locale, solo in tempi relativamente recenti. Ben diversa, invece, la situazione nella toponomastica: ‘Via San Rocco’ sostituisce ‘Via Santa Sofia’ mentre quest’ultima conserva l’identificazione della piazzetta sottostante.

Baluardi di protezione. Prima del flagello del 1656, in occasione di copiose

L’ingresso della cappella in occasione del Corpus Domini

pestilenze, i cristiani si orientavano principalmente sulla Madonna di Loreto, su San Donato e anche su Santa Sofia. È solo a partire dal 1700 che, la figura di San Rocco prende il sopravvento e diviene protettore quasi indiscusso. Ai primi sintomi di febbre, spesso ci si auto-esiliava in luoghi prestabiliti, quasi sempre fuori dall’abitato: qui sorgevano le ‘chiese di campagna’. Le edicole costruite in onore di San Rocco, invece, erano situate ai margini dell’abitato: a partire dal XVIII secolo, il morbo della peste diminuisce la sua presa e si ripresenta in tono minore fino a scomparire del tutto in buona parte dei territori appartenuti al ‘Regno di Napoli. Ecco perché, la chiesa di San Rocco compariva all’ingresso del paese: in tal modo, simbolicamente, si poneva la comunità sotto la sua protezione.

Il 16 agosto San Rocco è festeggiato in diversi centri della zona, e in alcuni di loro (almeno in passato), come a Cardile (Gioi) e Perdifumo, anche in altri momenti dell’anno, in memoria della cessazione del contagio.

Pubblicato da Giuseppe Conte

Ho creato questo blog dove inserisco principalmente i miei scritti. Non ho pretese di originalità pur mettendo impegno e ricerca nei miei lavori. Vi invito a segnalarmi eventuali inesattezze o imprecisioni di cui mi scuso in anticipo. Per contatti [email protected] oppure per contattare me direttamente [email protected]