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Laurino, Sant’Elena di Maggio: storia di una magna devozione

Dopo secoli di attesa, il corpo di Sant’Elena giunge a Laurino nell’ottobre del 1882. Da allora riposa nella sua teca di cristallo custodita nella Collegiata di Santa Maria Maggiore. Seppur il culto non sia mai stato interrotto, è questa la fase storica che segna la rinascita devozionale dei laurinesi e rinsalda una fede già magna e forte. Nel tempo Laurino è diventato un punto di riferimento per i devoti dell’odierno Cilento.

è il 22maggio: <<dalla sera della vigilia le fanoje ardono per le vie. durante tutta la notte giungevano le compagnie – talvolta da territori lontani – armate di centé e stendardi per omaggiare Sant’Elena…>>

Storia di un culto secolare in cui si riflette la magna devozione di Laurino e dei laurinesi

Laurino, panorama
Laurino (foto profilo Gole Nord Natura 2000)

Sant’Elena da Laurino

Le notizie che abbiamo su Sant’Elena da Laurino sono poche per cui risulta difficile tracciare un adeguato profilo storico. Rimangono incerte le fasi della sua esistenza terrena, a partire dai natali. Alcuni riferimenti collocano l’evento nel VI secolo, studi più recenti invece, posticipano la datazione tra l’VIII e il IX secolo. Considerate le discordanze, unica alternativa è la ‘memoria popolare’. Come accade spesso, la vita dei Santi ci giunge tramite i laboriosi intrecci di antiche leggende. È quello che si verifica anche per Sant’Elena. Secondo la tradizione, la fanciulla per la sua bellezza era spesso oggetto di invidie e di ingiurie che sfociavano in continui ed ingiusti rimproveri e maltrattamenti da parte della famiglia. Di profonda fede cristiana, la giovane non si perde d’animo e supera ogni ostacolo, decidendo di allontanarsi dalla casa paterna per rifugiandosi in una grotta: qui in assoluto eremitaggio poté dedicarsi alla preghiera.

Laurino, Sant'Elena trainata da i buoi

Tra leggende e miracoli: Elena e le rose

Come si conviene nella letteratura popolare, leggende e miracoli fanno parte della ‘storia’ di Sant’Elena. Le narrazioni si dipanano in uno spazio temporale decisamente ampio. Emergono sia dagli anni in cui Elena viveva a Laurino sia durante i secoli seguenti. Fra i più noti miracoli, invece, vi è senza dubbio il prezioso aneddoto delle rose. Un giorno prese del pane nascondendolo nel grembiule per donarlo ai poveri. Il padre chiese alla giovane di svuotarlo e subito ne uscirono delle rose. Ed è forse il ‘miracolo delle rose’ a confermare l’immensa benevolenza della piccola anacoreta.

Le ricorrenze a Laurino

Due festività votive sono comparse nella storia in secoli diversi per l’ultima domenica di gennaio e la seconda di ottobre. Entrambi i casi testimoniano eventi di grande importanza. Nel primo i laurinsesi elevarono le loro preghiere a Sant’Elena per evitare l’invasione dei francesi; nel secondo, invece, si ricorda il ritorno del corpo della Santa a Laurino. A tal proposito si ricordata un’altra leggenda. Pare che le reliquie fossero contese con la vicina Piaggine Sottane (oggi Valle dell’Angelo). Per porvi rimedio, l’urna fu affidata ad un carro di buoi posto all’incrocio della via che si diramava per i due centri. Senza esitare le bestiole si mossero verso Laurino. Per ricordare l’evento, nel centenario del 1982, la teca in cui riposa Sant’Elena fu portata in processione proprio su un carro di buoi. Inoltre, il 29 giugno, si raggiunge in pellegrinaggio la grotta che, secondo la tradizione, fu dimora della giovane.

Sant'Elena, Laurino

Sant’Elena di Maggio

Le ricorrenze principali restano il 22 maggio e il 18 agosto. La festività primaverile ha da sempre esercitato un forte attrattore nella devozione territoriale, probabilmnete proprio per la sua collocazione temporale. Alla vigilia le ‘fanoje’ (falò) – un tempo numerosissime – ardono nei vari rioni del paese. Nei tempi passati già all’imbrunire giungevano in paese piccole ‘compagnie’ armate di ‘cente’ e stendardi, talvolta provenienti anche da luoghi molto distanti. Tantissimi fedeli affollano le strade e il denso pellegrinaggio accresce durante tutta la notte. Le focare offrivano ospitalità e così diventavano anche momenti di scambio culturale. Chi non riusciva ad arrivare in serata giungeva alle prime luci dell’alba. La visita in chiesa è il primo passaggio. Continua a suscitare una grande commozione trovarsi al cospetto della ‘bella Sant’Elena’. La processione, indubbiamente, oggi come allora, continua a rappresentare il momento più significativo e partecipato.

Giuseppe Conte

Pubblicato da Giuseppe Conte

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