La ‘Vigilia di Natale’ il Cilento si illumina al chiaror delle fòcare

La Vigilia di Natale è caratterizzata dall’accensione dei ‘falò’ che, in Cilento, assumono sfumature diverse nell’onomastica, pur identificando una stessa consuetudine, ancora viva e ben radicata nel nostro territorio. Secondo la trazione, il falò di viglia è acceso per riscaldare Gesù Bambino durante la gelida notte di Natale e diviene momento compartecipato e di aggregazione. (Segnalaci foto e curiosità sulle ‘fòcare’ alla mail [email protected] oppure contattaci sulla pagina facebook )

Le ‘Fòcare del Cilento’ nei significati del fuoco

Una delle tradizione più diffuse nel Meridione d’Italia, è l’accensione del falò di vigilia. In Gran parte del Cilento assume il nome di fòcara ma sfuma rapidamente in diversi appellativi, come focaro, fochera e cippo. Il significato ha origini profonde e va ricercato nell’immensa simbologia del fuoco. In questa occasione ci occuperemo della realizzazione in alcune realtà del territorio.

Campora, un ‘ciocco’ di buon auspicio

Il significato più profondo delle fòcare dimora nei tempi antichi. Campora è testimone di un rituale altrove scomparso e che qui, continua a mantenere un forte legame con la tradizione più arcaica. La fòcara si organizza già nei gironi che precedono la vigilia. Raccolta legna a sufficienza, al momento dell’accensione è benedetta prima della celebrazione della Santa Messa che annuncia il Natale. Quando le fiamme sono vive, è usanza portare un ‘ciocco’ acceso che verrà unito al camino della propria casa, in segno di buon auspicio.

Piaggine, le fòcare rionali

Durante la notte di vigilia illuminano le piazze o gli spazi antistanti le chiese; a Piaggine assume valore rionale originando una vera e propria peculiarità. Nella sera di vigilia i rioni ‘a tempa, ‘i coste, ‘i monacie‘a chiazzaaccolgono la nascita di Gesù con l’accensione delle tradizionali fòcare. Ogni quartiere si adopera per la buona riuscita del falò. Fin dai tempi passati è tradizione raccogliere la legna già nei giorni precedenti la Notte Santa. Ogni rione mostra orgogliosamente il suo lavoro. Durante la veglia poi, le fòcare divengono un luogo conviviale, riaccendendo l’atmosfera di festa come accadeva nel passato.

La ‘fochera’ di Mandia

Arrivati a Mandia (Ascea), bisogna abbandonare le fòcare, qui si accende la fochera. I giovani dal bosco procurano la legna trasportando ‘i cippi di castagno ormai secchi fino alla piazza del paese. In passato la fochera veniva realizzata nello spiazzo antistante la parrocchiale, ora, invece, il falò è predisposto nella piazza principale. Anche in questo caso si tratta di una tradizione ben consolidata e che si rinnova gelosamente di anno in anno.

Galdo, la rinascita di una tradizione

Galdo di Pollica è fra i borghi più piccoli del Cilento. La tradizione del falò di vigilia sembrava essere sfumata ma grazie alla sensibilità degli abitanti, tramite l’Associazione Mi Vida, da alcuni anni rivive il ‘focaro’. In occasione del 24 dicembre 2018, a partire dalle ore 19:30 sarà possibile stringersi intorno al fuoco, rianimando la serata secondo le antiche usanze.

[Testo di Giuseppe Conte]

Fòcare - Galdo 2018

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