Cilento, ‘Visto che non piove…’: ecco il miracolo della pioggia

Tanto tuonò che piovve neanche a dirlo per carità! Di tuoni non se ne sono né visti né sentiti! Ma il proverbio dice acinu acinu cugli la macina e dunque, seppur poche gocce, la terra si è bagnata… E tra ampie schiarite e un movimentato venticello, la giornata inizia così.

[…]La statua della SS. Immacolata, custodita tutto l’anno dentro un armadio a muro nella sagrestia della chiesa di S. Francesco d’Assisi, il giorno otto dicembre, tutta parata d’ori e di gemme, col manto azzurro di seta stellato d’argento, dopo le solenni funzioni in chiesa, era condotta sul fercolo in processione per le erte vie di Montelusa, tra le vecchie casupole screpolate, pigiate, quasi l’una sull’altra; su, su, fino alla Cattedrale in cima al colle; e lì lasciata, la sera, ospite del patrono S. Gerlando. Nella Cattedrale, la SS. Immacolata avrebbe dovuto rimanere dalla sera del giovedì alla mattina della domenica: due giorni e mezzo. Ma ormai, per consuetudine, parendo troppo breve questo tempo, si lasciava stare per quella prima domenica dopo la festa, e si aspettava la domenica seguente per ricondurla con una nuova e più pomposa processione alla chiesa di S. Francesco. Se non che, quasi ogni anno avveniva che il trasporto, quella seconda domenica, non si potesse fare per il cattivo tempo e si dovesse rimandare a un’altra domenica; e, di domenica in domenica, talvolta per più mesi di seguito. […] Visto che non piove […] Così la SS. Immacolata ritornò, senz’alcun disordine, alla chiesa di S. Francesco d’Assisi dopo dodici domeniche di permanenza alla Cattedrale […]

La nota novella di Pirandello si addensa sul rito di un ‘pellegrinatio’ dai tempi ‘indefiniti’, condizionato dalla volontà della natura. Nella cultura popolare cilentana, si narra, invece, di siccità che vengono talvolta combattute invocando la Madonna. E mentre la trama delle Tonache di Montelusa spinge ad un imminente rientro, le storie cilentane convergono nel chiedere l’intercessione divina che si concretizza con la discesa della pioggia, ma non sempre. Talvolta ‘il miracolo’ è impartito per la ragione inversa.

Nel febbraio del 1897, a Pisciotta la pioggia cadeva incessantemente; secondo i fatti trascritti all’epoca, la situazione era decisamente allarmante e la popolazione pone le proprie speranze nella fede chiedendo l’intercessione di Santa Sofia, figura sempre stata disponibile alle richieste dei devoti. Così, quando alle invocazioni seguì la processione, nel mentre Santa Sofia lasciava la sua chiesa, i venti spirarono e le piogge cessarono. Al rientro del corte, il cielo si era completamente rasserenato.

Se all’interno del nostro territorio, il caso di Pisciotta può significare un evento isolato, al contrario nel perimetro del Cilento Antico vi è un’alta concentrazione di ‘miracoli mariani’ contestabili alla pioggia. Particolarmente evocative le storie-leggenda che ci giungono dal 1700.

E dunque, nel Cilento ‘Visto che non piove…’ ci si affida alla Madonna.

A Rocca Cilento (Lustra) è la Madonna della Neve a riscuoter consensi il 25 maggio di ogni anno; San Mauro Cilento, invece, attribuisce il suo miracolo alla Vergine Addolorata…

SAN MAURO CILENTO. Era il Lunedì dell’Angelo quando la folla si radunò alla Cappella dei Sette Dolori dov’è custodita l’immagine della Vergine. Partì speranzosa una solenne processione e i fedeli s’incamminarono invocando la Madonna. Nel percorrere il tragitto di tanto in tanto si volgeva lo sguardo alla campagna ormai quasi inaridita e spoglia. Giunti nei pressi della parrocchiale dedicata a San Mauro, dal cielo iniziò a scendere la pioggia che divenne sempre più copiosa, fino a costringere il corteo processionale a raccogliersi in Chiesa ove trovò riparo anche l’immagine della Madonna. Continuò a cadere per l’intera settimana: i campi si rinvigorirono accogliendo le preghiere del popolo. Solo a distanza di giorni le piogge cessarono e fu allora che con estrema devozione la Madonna fu ricondotta alla Cappella dei Sette Dolori.

E poi abbiamo Lustra con Santa Maria Vetere e a poca distanza la piccola Casigliano (Sessa Cilento) con la Madonna del Rosario agli inizi di maggio.

LUSTRA: SANTA MARIA VETERE. Alla Madonna il popolo di Lustra si rivolse in un anno di estrema siccità. L’intervento celeste fece cadere la pioggia e i campi poterono rendere ai contadini importanti raccolti, scongiurando così tremende carestie. Era il 24 aprile, e oggi come allora, la tradizione si ripete con un piccolo pellegrinaggio che dalla Parrocchiale raggiunge la Chiesa di Santa Maria Vetere.

CASIGLIANO. Un’antica tradizione ci ricorda come in paese nasce la devozione mariana. Secondo la leggenda, in un anno di particolare siccità, la Madonna fu portata in processione per scongiurare carestie e, sul tragitto del corteo arrivò la pioggia. L’evento è ricordato con una croce posta appena fuori dell’abitato. Il 1° maggio, inoltre, ha luogo una sorta di rituale ‘la Vestizione’ in cui la statua della Vergine viene preparata per la festività.

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